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      <title>News Borsa Rifiuti</title>
      <link>http://borsarifiuti.com/RSS/news.phpsc</link>
      <description>Sito BorsaRifiuti, News</description>
      <language>IT-it</language>
      <copyright>GARWER s.r.l. 2005</copyright>
	  <pubDate>gio, 08 mag 2008 00:00:00 GMT</pubDate>
      <lastBuildDate>gio, 08 mag 2008 21:14:01 +0100</lastBuildDate>
            	  <item>
		 <title><![CDATA[Palermo: corsi di aggiornamento gratuiti]]></title>
         <link>http://borsarifiuti.com/detailNews.phpsc?doc=/GARWER/DOCS/newsIT/77C-7CD-AB3</link>
         <description><![CDATA[ORSA, nell’ambito del progetto FORMAZIONE CONTINUA, organizza a Palermo, nel secondo semestre del 2008, due edizioni di otto corsi di aggiornamento rivolti ai professionisti e ai lavoratori occupati.

Obiettivo di tali corsi &egrave; di offrire un’occasione di approfondimento ed aggiornamento sugli aspetti teorici, normativi ed operativi inerenti la gestione e la risoluzione di problemi connessi all’ambiente ed alla sostenibilit&agrave;, attraverso un percorso integrato di formazione, studio e ricerca.

Nello specifico verranno realizzati i corsi aventi ad oggetto: [i]Bonifica dei siti inquinati[/i]; [i]Difesa del suolo e tutela delle acque[/i]; [i]Gestione e caratterizzazione dei rifiuti[/i]; [i]Inquinamento acustico e elettromagnetico[/i]; [i]Polizia giudiziaria: aspetti tecnico operativi[/i]; [i]Protezione civile[/i]; [i]Tutela dell&#039;aria e riduzione delle emissioni in atmosfera[/i]; [i]Tutela edilizia[/i].

La partecipazione &egrave; gratuita. 

La domanda di ammissione, da redigersi utilizzando l’apposita modulistica (disponibile all’indirizzo www.orsanet.it), dovr&agrave; pervenire a mezzo raccomandata AR o a mano, a ORSA Via Imperatore Federico 60 - 90143 Palermo, o tramite fax al nr. 091 6315605, entro e non oltre le ore 12.00 del 20 giugno 2008. 

Per ulteriori informazioni potete rivolgerVi alla Dott.ssa Roberta Di Maria (tel 091 6316838 e-mail formazione@orsanet.it) o consultare il sito [url=http://www.orsanet.it]www.orsanet.it[/url].]]></description>
         		 		 <pubDate>gio, 08 mag 2008 21:14:01 +0100</pubDate>      		  </item>
	  	  <item>
		 <title><![CDATA[Guida Ecolabel 2008]]></title>
         <link>http://borsarifiuti.com/detailNews.phpsc?doc=/GARWER/DOCS/newsIT/E3D-1B7-06D</link>
         <description><![CDATA[E&#039; stata pubblicata da APAT la &quot;Guida ECOLABEL 2008&quot; con l’obiettivo di rendere facilmente individuabili i prodotti e servizi contrassegnati con il marchio.

Prodotti e Servizi con il marchio Ecolabel europeo in Italia” realizzata da APAT - Settore Ecolabel con &quot;l’obiettivo di rendere facilmente individuabili i prodotti e servizi contrassegnati con il marchio e le aziende titolari di licenze e si rivolge sia ai privati consumatori, che alle pubbliche amministrazioni affinch&eacute; acquisiscano sempre pi&ugrave; la consapevolezza dell’esistenza della presenza sul mercato di prodotti e servizi confacenti a scelte di consumo e politiche di acquisto pi&ugrave; rispettose dell’ambiente. La guida risponde inoltre alle legittime domande che un qualsiasi consumatore pu&ograve; porsi nell’incontro con il logo del marchio Ecolabel europeo contrassegnato da un Fiore stilizzato i cui petali sono le stelle dell’Unione europea: che cos’&egrave; il marchio Ecolabel europeo? Qual’&egrave; il suo significato e valore aggiunto? Quali sono i prodotti certificati e come riconoscerli?

[url=http://www.apat.gov.it/certificazioni/site/_files/Ecolabel/Ecolabel_Guida.pdf]Scarica la Guida Ecolabel 2008[/url]]]></description>
         		 		 <pubDate>mer, 07 mag 2008 17:53:51 +0100</pubDate>      		  </item>
	  	  <item>
		 <title><![CDATA[Rifiuti Campania, Commissione Ue formalizza deferimento Italia]]></title>
         <link>http://borsarifiuti.com/detailNews.phpsc?doc=/GARWER/DOCS/newsIT/C5B-626-99B</link>
         <description><![CDATA[La Commissione Europea ha formalizzato oggi il deferimento dell&acute;Italia davanti alla Corte di giustizia Ue per il mancato rispetto della normativa comunitaria nella gestione dei rifiuti della Campania. La decisione presa lo scorso 30 aprile dalla Commissione europea &egrave; arrivata dunque oggi all’atto formale. La Commissione ha inviato anche un primo avvertimento all&acute;Italia per la mancata esecuzione da parte del Lazio della sentenza della Corte di giustizia, che aveva condannato l&acute;Italia per non aver adottato i piani regionali per la gestione dei rifiuti. Se l&acute;Italia non si conformer&agrave;, ha reso noto la Commissione, Bruxelles potr&agrave; chiedere alla Corte l&acute;imposizione di ammende.

&laquo;[i]Le montagne di rifiuti non raccolti accumulatisi per le strade della Campania[/i] - &egrave; il commento del commissario Ue all&acute;ambiente Stavros Dimas (Nella foto) - [i]illustrano emblematicamente le minacce per l&acute;ambiente e per la salute umana risultanti da una gestione inadeguata dei rifiuti. Occorre - prosegue il commissario - che l&acute;Italia dia priorit&agrave; all&acute;elaborazione di piani efficienti di gestione dei rifiuti in Campania e nel Lazio, nonch&eacute; alla realizzazione delle infrastrutture di raccolta e di trattamento necessarie per attuarli correttamente[/i]&raquo;.

[img]http://www.greenreport.it/file/art/foto_13327.jpg[/img]

Anche se l&acute;emergenza si &egrave; ridotta negli ultimi tempi, grazie alla rimozione dei rifiuti dalle strade seguita alla nomina di un nuovo Commissario di governo per l&acute;emergenza rifiuti in Campania, la Commissione - &egrave; detto ancora nella nota - ritiene che le misure adottate &laquo;non siano adeguate per risolvere nel lungo periodo il problema dei rifiuti nella regione e impedire il ripetersi dei fatti inaccettabili verificatisi lo scorso anno&raquo;. E in effetti la situazione, come dimostrano le cronache locali &egrave; gi&agrave; nuovamente alla ennesima situazione di crisi acuta. E non aiuter&agrave; certo il fatto che il commissario De Gennaro abbia annunciato di interrompere il contratto con Ecolog per il trasferimento dei rifiuti in Germania e in Svizzera, contando di provvedere autonomamente a farlo, affidando il trasporto alla divisone merci di Trenitalia.

L’ultimo treno di rifiuti destinato alla Germania, con il suo carico di circa 1500 tonnellate (delle 7500 prodotte quotidianamente) partir&agrave; infatti venerd&igrave; prossimo per l’ultima volta. Dopodich&egrave; sar&agrave; la struttura commissariale ad organizzare i due treni carichi di rifiuti verso gli inceneritori tedeschi, con cui gli accordi sembrano gi&agrave; essere stati raggiunti, anche se a quanto riportano i giornali, a prezzo superiore. Fino a 50 euro a tonnellata in pi&ugrave; rispetto a quanto accordato sino ad ora ad Ecolog, secondo quanto dichiarato dall’ex-presidente della commissione parlamentare sul ciclo dei rifiuti Paolo Russo.

&laquo;[i]La Campania – sottolinea la Commissione europea- &eacute; lungi dal poter creare un sistema di gestione efficiente che consenta la raccolta, il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti&raquo;. Inoltre, aggiunge, le autorit&agrave; italiane &laquo;si sono rivelate incapaci di indicare un calendario chiaro per il completamento e la messa in servizio degli impianti di selezione, delle discariche, degli inceneritori e delle altre infrastrutture necessarie per risolvere i problemi dei rifiuti che affliggono la regione[/i]&raquo;.]]></description>
         		 		 <pubDate>mar, 06 mag 2008 18:48:39 +0100</pubDate>      		  </item>
	  	  <item>
		 <title><![CDATA[Come recuperare e valorizzare la posidonia spiaggiata]]></title>
         <link>http://borsarifiuti.com/detailNews.phpsc?doc=/GARWER/DOCS/newsIT/739-3D5-421</link>
         <description><![CDATA[Di questi problemi si parler&agrave; durante la V edizione di Mediterre, la fiera dei parchi del Mediterraneo che si terr&agrave; a Bari dal 7 all’11 maggio prossimi negli spazi della fiera del Levante

Come tutti gli anni, all’inizio della stagione balneare si d&agrave; il via lungo le coste alla rimozione della posidonia piaggiata, che soprattutto in alcuni tratti del Tirreno, dove maggiore &egrave; la presenza di praterie sottomarine, &egrave; massiccia durante l’inverno. Pratica tutta nostrana, quando ad esempio nella vicina Francia la posidonia spiaggiata rimane invece dove il mare l’ha depositata o poco pi&ugrave; all’interno, anche perch&eacute; la sua rimozione comporta diversi problemi. Primo fra tutti il fatto che assieme alla posidonia se ne va anche un bel quantitativo di sabbia, che mal si concilia con le spiagge in erosione. Poi c’&egrave; il problema di dove smaltirla e dei relativi costi per farlo, perch&eacute; l’attuale legge in materia vieta l’utilizzo di questo materiale vegetale per la trasformazione in compost.

Di questi problemi si parler&agrave; durante la V edizione di Mediterre, la fiera dei parchi del Mediterraneo che si terr&agrave; a Bari dal 7 all’11 maggio prossimi negli spazi della fiera del Levante. In quell’occasione verranno presentati i primi risultati di un progetto di ricerca, nato in Puglia, che propone il recupero e la valorizzazione della posidonia spiaggiata.

Il progetto ha come primo obiettivo la protezione e la ripopolazione di praterie di posidonia, ma pone anche modalit&agrave; di utilizzazione dei residui in agricoltura. In particolar modo, quest’ultimo obiettivo pu&ograve; essere raggiunto attraverso l’utilizzazione della posidonia spiaggiata come substrato, nella coltivazione senza suolo, sia del materiale tal quale che del materiale compostato, e come ammendante per arricchire di sostanza organica il terreno.

Sull’utilizzo di posidonia piaggiata vi sono gi&agrave; state sperimentazioni con esiti del tutto positivi anche in altre sedi universitarie: a Sassari ad esempio &egrave; stata utilizzata come substrato per la coltivazione del pomodoro e come matrice per la produzione di compost. Il problema &egrave; che l’attuale legislazione che regola l’uso dei fertilizzanti vieta espressamente l’utilizzo come matrice compostabile. Per questa ragione gi&agrave; qualche anno fa era partita una richiesta di modifica degli allegati tecnici della normativa, di cui capofila era la regione Toscana, coadiuvata da Legambiente e Consorzio italiano Compostatori.

Grenreport ha chiesto a che punto sono i lavori a Massimo Centemero, direttore scientifico del Cic e membro della commissione, coordinata dal Ministero delle politiche agricole, incaricata di apportare le modifiche agli allegati tecnici della legge sui fertilizzanti.
&laquo;La commissione ha inviato il 3 aprile le modifiche alla Commissione europea. Adesso ci sono novanta giorni di tempo per le eventuali osservazioni e/o richieste di ulteriori modifiche da parte degli stati membri. Quindi dal 4 luglio se queste osservazioni o richieste di modifica non ci saranno il prossimo ministro potr&agrave; firmare il decreto&raquo;.

[b]Quindi sembra che siamo in dirittura d’arrivo?[/b]
&laquo;n genere queste proposte vanno piuttosto spedite a livello europeo. Anche se credo che la firma del decreto non sar&agrave; ipotizzabile prima dell’autunno. Quindi &egrave; verosimile che la posidonia spiaggiata potr&agrave; essere considerata a tutti gli effetti una matrice compostabile, dalla prossima stagione&raquo;]]></description>
         		 		 <pubDate>sab, 03 mag 2008 20:12:42 +0100</pubDate>      		  </item>
	  	  <item>
		 <title><![CDATA[Rifiuti: Italia deferita a corte UE, annuncio il 6 maggio]]></title>
         <link>http://borsarifiuti.com/detailNews.phpsc?doc=/GARWER/DOCS/newsIT/455-F18-07B</link>
         <description><![CDATA[La decisione &egrave; stata presa, ma verr&agrave; comunicata ufficialmente solo la settimana prossima, marted&igrave; 6 maggio, per dare il tempo a Bruxelles di informare Roma sul deferimento dell&#039;Italia alla Corte di Giustizia europea per il caso dei rifiuti a Napoli e in Campania. &quot;Oggi la Commissione non ha adottato decisioni in materia di procedure d&#039;infrazione, queste verranno prese per procedura scritta e le decisioni saranno adottate la settimana prossima&quot;, ha spiegato il portavoce della Commissione Ue, Johannes Laitenberger. Marted&igrave; si decider&agrave; anche di aprire una nuova procedura sul caso del piano per la gestione dei rifiuti pericolosi nel Lazio, dopo che la Corte ha gi&agrave; condannato l&#039;Italia. Trattandosi di una sentenza per inadempimento, si potrebbe concludere con una richiesta di multe.

La Commissione Ue ha deciso di adire la Corte europea di giustizia contro l&#039;Italia per la mancata applicazione delle norme comunitarie sul trattamento dei rifiuti a Napoli e nella Regione Campania. I capi di Gabinetto dei commissari hanno stabilito, luned&igrave; sera a Bruxelles, di tenere nell&#039;agenda della Commissione di oggi la decisione sul ricorso contro l&#039;Italia.

&quot;La Commissione - si legge nel &#039;background&#039; di motivazione della decisione - &egrave; preoccupata del rispetto della direttiva 2006/12 sui rifiuti&quot;. L&#039;esecutivo comunitario, si legge ancora nel &#039;background&#039;, &quot;giudica fondamentale che le autorit&agrave; italiane non solo intervengano per risolvere la situazione drammatica, con tonnellate di rifiuti abbandonate per le strade, spesso bruciati, ma che creino anche un nuovo quadro di politiche nel settore del trattamento e della raccolta dei rifiuti che sia basato sui principi stabiliti nella direttiva Ue, per garantire un livello soddisfacente della salute pubblica e dell&#039;ambiente nella citt&agrave; di Napoli, nei dintorni e nella Regione Campania&quot;.

Il ricorso in Corte della Commissione, che porta il numero 226, costituisce l&#039;ultimo stadio della procedura di infrazione comunitaria attivata dalla Commissione con una lettera di messa in mora all&#039;Italia del 27 giugno 2007 e proseguita con il &quot;parere motivato&quot; del 31 gennaio 2008. Per Bruxelles &quot;il fattore chiave (della decisione sul ricorso, ndr) &egrave; l&#039;evidente fallimento dell&#039;applicazione della direttiva rifiuti e del piano regionale sulla gestione dei rifiuti della Campania del 1997&quot;. Il documento ripercorre poi la storia della procedura, compresa la missione a Napoli dei funzionari dell&#039;esecutivo comunitario nel luglio 2007, in base ai cui risultati Bruxelles chiese all&#039;Italia di &quot;adottare e mettere in atto un nuovo piano di gestione dei rifiuti&quot;.

Successivamente, le autorit&agrave; italiane presentarono, durante una riunione con i servizi della Commissione il 20 novembre 2007, il progetto del nuovo piano di gestione, entrato poi in vigore il 28 dicembre 2007. &quot;Tuttavia - si legge nel documento della Commissione - le informazioni riguardo alla gestione della crisi sono state giudicate non soddisfacenti riguardo al trattamento delle drammatiche quantit&agrave; di rifiuti che continuano ad essere prodotte, e soprattutto - si sottolinea - non venivano date indicazioni sui tempi di attuazione riguardanti l&#039;effettivo funzionamento degli impianti Rdf (&#039;Refuse-Derived-Fuel&#039;, ovvero i termovalorizzatori, ndr), gli inceneritori e le discariche&quot;. Alla luce delle &quot;persistenti violazioni degli articoli 4 e 5 della direttiva rifiuti&quot; la Commissione inviava un &#039;parere motivato&#039; all&#039;Italia il 30 gennaio 2008. Il 14 febbraio, una nuova missione dell&#039;esecutivo comunitario si recava a Napoli, mentre le autorit&agrave; italiane inviavano una lettera a Bruxelles il 4 marzo, ma sempre senza fornire una risposta soddisfacente sugli addebiti indicati dalla Commissione.

&quot;Possiamo concludere - si legge alla fine del documento che sar&agrave; domani sul tavolo della Commissione - che gli elementi per attuare un effettivo sistema di gestione dei rifiuti sono ancora lungi dall&#039;essere completati, e quindi si propone di adire la Corte di giustizia&quot; contro l&#039;Italia.]]></description>
         		 		 <pubDate>ven, 02 mag 2008 22:08:32 +0100</pubDate>      		  </item>
	  	  <item>
		 <title><![CDATA[Bando 2008 per la realizzazione della  “Filiera RI-inerte” AREA 2]]></title>
         <link>http://borsarifiuti.com/detailNews.phpsc?doc=/GARWER/DOCS/newsIT/2D9-8EB-89B</link>
         <description><![CDATA[E’ stato pubblicato e diffuso nei giorni scorsi, ai Comuni, agli Ordini Professionali (Geometri, Ingegneri ed Architetti),  Associazioni di Categoria ed operatori, dall’Associazione “STUDI AMBIENTALI”, l’avviso pubblico per il 2008, per esprimere “Manifestazioni di Interesse” da parte di imprese e/o operatori operanti nelle regioni dell’Area 2 (Lazio, Campania e Calabria)  nel settore edile-stradale e/o movimento terra per la partecipazione alla realizzazione della “Filiera RI-inerte”.  La possibilit&agrave; viene inoltre offerta ad imprese che esercitano una attivit&agrave; economica integrata e funzionale all’oggetto dell’avviso. In attuazione di quanto previsto  ed a copertura dell’investimento per la realizzazione dell’iniziativa, sar&agrave; possibile utilizzare uno specifico finanziamento.

L’iniziativa della “Filiera RI-inerte”, prevista dalla recente normativa in materia ambientale (Decreto 3/4/2006 n&deg; 152) &egrave; in linea con le disposizioni contenute nei Regolamenti Regionali per la gestione dei materiali edili, rientra tra le attivit&agrave; previste dagli  Accordi  Regionali sottoscritti con il Comitato Regionale dei Geometri, l’UNITEL (Unione Nazionale Tecnici Enti Locali) ed il Raggruppamento RECinert e prevede la realizzazione di Centri di Raccolta e Recupero di rifiuti inerti da C. &amp; D. e macerie edilizie su tutto il territorio regionale mediante l’attuazione di Piani Territoriali provinciali.
Non si tratta di un&#039;operazione isolata, destinata, come spesso accade, ad estinguersi perch&eacute; non strutturata e senza definizione di ruoli e settori coinvolti, bens&igrave; del progetto di un&#039;unica filiera regionale che una volta a regime sar&agrave; in grado di gestire l&#039;intero processo: dalla raccolta alla trasformazione, dal recupero al riutilizzo di aggregato riciclato conforme agli standard richiesti dalla Circolare MinAmbiente numero 5205 nel settore edile stradale per la realizzazione di opere edili pubbliche e private, che gli Enti (Comuni, Amministrazioni Pubbliche e societ&agrave; a prevalente capitale pubblico) hanno l’obbligo di impiegare nella misura non inferiore al 30% del fabbisogno, ai sensi del D.M. 8/5/2003 n&deg; 203.

La scadenza per l’invio delle proposte per le regioni dell’AREA 2 (Lazio,Campania e Calabria) fissata al 31 luglio 2008]]></description>
         		 		 <pubDate>ven, 02 mag 2008 21:55:22 +0100</pubDate>      		  </item>
	  	  <item>
		 <title><![CDATA[Effluenti da allevamento, non sono rifiuti solo a precise condizioni]]></title>
         <link>http://borsarifiuti.com/detailNews.phpsc?doc=/GARWER/DOCS/newsIT/49F-E5A-EB9</link>
         <description><![CDATA[Affinch&eacute; siano esclusi dall&#039;applicazione della normativa sui rifiuti e possano essere utilizzati in agricoltura, gli effluenti da allevamento devono rispettare i requisiti dettati dal Dm Agricoltura 7 aprile 2006.

La Corte di Cassazione ha infatti precisato (sentenza 28 febbraio 2008, n. 9104) che il Dm in questione, emanato in attuazione dell&#039;articolo 38, Dlgs 152/1999 (ora articolo 112, Dlgs 152/2006) &egrave; la disciplina di riferimento per l&#039;utilizzazione agronomica di tali effluenti.

Lo stesso Dm prevede inoltre condizioni specifiche per lo stoccaggio di tali residui, intermini di tempo e di spazio: se non osservate, i rifiuti sono da considerarsi in stato di abbandono e chi li ha cos&igrave; &quot;ammassati&quot; risponde del relativo reato.]]></description>
         		 		 <pubDate>ven, 02 mag 2008 21:48:27 +0100</pubDate>      		  </item>
	  	  <item>
		 <title><![CDATA[Rifiuti radioattivi, nuovo &quot;formulario&quot; Ue per il trasporto]]></title>
         <link>http://borsarifiuti.com/detailNews.phpsc?doc=/GARWER/DOCS/newsIT/693-EBE-130</link>
         <description><![CDATA[Predisposto dalla Commissione europea il &quot;documento uniforme&quot; che dovr&agrave; accompagnare qualsiasi spedizione di rifiuti radioattivi e di combustibile nucleare esaurito tra gli Stati Ue e tra questi e gli altri Stati.

Il nuovo &quot;formulario&quot; di trasporto &egrave; recato dalla decisione 2008/312/Ce, emanata in attuazione della direttiva 2006/117/Euratom relativa alla sorveglianza e al controllo delle spedizioni di rifiuti radioattivi e di combustibile nucleare esaurito.

Il documento in parola dovr&agrave; essere adottato dagli Stati Ue entro il 25 dicembre 2008, entro la quale dovr&agrave; essere recepita anche la citata direttiva Ue.]]></description>
         		 		 <pubDate>ven, 02 mag 2008 21:45:45 +0100</pubDate>      		  </item>
	  	  <item>
		 <title><![CDATA[Ecopiazzole, Raee e semplificazione adempimenti: ma di cosa stiamo parlando?]]></title>
         <link>http://borsarifiuti.com/detailNews.phpsc?doc=/GARWER/DOCS/newsIT/C24-322-4EC</link>
         <description><![CDATA[Borsarifiuti.com segnale l&#039;editoriale di Edizioni Ambiente sugli adempimenti relativi alla gestione dei RAEE nelle &quot;ecopiazzole&quot; comunali]]></description>
         		 		 <pubDate>ven, 02 mag 2008 21:44:49 +0100</pubDate>      		  </item>
	  	  <item>
		 <title><![CDATA[Rifiuti di Bagnoli, il Comitato: &laquo;Scaduti i tempi dell&acute;accordo&raquo;]]></title>
         <link>http://borsarifiuti.com/detailNews.phpsc?doc=/GARWER/DOCS/newsIT/7CD-38D-63A</link>
         <description><![CDATA[Quattro mesi sono passati: niente &egrave; stato fatto e i nodi vengono al pettine. Gli amministratori di Piombino non sono neanche in grado di rispettare gli accordi che loro stessi sottoscrivono. L’art. 4, comma 10, dell’Accordo di Programma sui fanghi di Bagnoli sottoscritto il 21 dicembre prevedeva infatti che “Ferme restando le necessarie autorizzazioni in materia di gestione dei rifiuti e nel rispetto della staticit&agrave; che il manufatto dovr&agrave; avere in rapporto alla destinazione d’uso prevista, i volumi residui delle casse del Porto di Piombino saranno prioritariamente utilizzati per il recupero dei rifiuti derivanti dalle attivit&agrave; industriali che insistono nel sito di Piombino. A tal fine, entro quattro mesi dalla stipula del presente Accordo di Programma Quadro, si provveder&agrave; alla definizione di un specifico Accordo di Programma tra Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare, Regione Toscana, Provincia di Livorno e Comune di Piombino per la gestione dei rifiuti speciali prodotti del sistema industriale presente nel medesimo sito”.

Di questo Accordo, che era condizione necessaria all’attuazione del “progetto fanghi”, non esiste nessuna notizia certa, nessuna informativa sui contenuti. A parte qualche annuncio elettorale del sindaco, niente di niente. I quattro mesi previsti dall’intesa sono ormai passati e quindi l’intero accordo quadro &egrave; da considerarsi nullo. La stessa Regione Toscana aveva detto che la validit&agrave; complessiva dell’operazione era subordinata alla stipula di questo secondo accordo sulla bonifica del SIN di Piombino.

Inoltre nell’Accordo di dicembre il Comune si impegnava ad adottare l’atto di pianificazione del porto e delle aree limitrofe, la cosiddetta Utoe 9. Ad oggi niente &egrave; stato fatto conoscere pubblicamente. Trattandosi del pi&ugrave; importante atto della pianificazione di Piombino, deve essere reso noto immediatamente quanto sta facendo il Comune e deve essere avviata un’ampia discussione su quelle scelte, una discussione che non pu&ograve; essere certo compressa in pochi giorni, come purtroppo fa da anni l’amministrazione comunale, negando ogni reale forma di partecipazione dei cittadini alle scelte. Bisogna che la pianificazione portuale sia messa a conoscenza della citt&agrave; con congruo anticipo e sia aperta al contributo di tutti i soggetti.

In terzo luogo, un’ordinanza del Presidente del Consiglio del 1 febbraio 2008 (n. 3654), passata in sordina a Piombino, ha dichiarato la “cessazione” dell’emergenza per la bonifica di Bagnoli. Essendo l’APQ Bagnoli-Piombino tutto impostato sulla logica dell’emergenza, ed essendo venuta meno tale emergenza, &egrave; evidente che anche per questo motivo esso decade nella sua interezza. Dovr&agrave; quindi essere riproposta la soluzione della bonifica in “situ” a Napoli, dove esistono progetti per vasche sul porto in cui possono essere refluiti benissimo i rifiuti di Bagnoli con tempi pi&ugrave; rapidi e costi infinitamente pi&ugrave; bassi.
Per tutti questi motivi &egrave; giunta l’ora di cambiare fase e di ammettere che, come abbiamo sempre sostenuto, l’operazione “fanghi di Bagnoli” &egrave; un’operazione sbagliata, costosa e ora anche inattuabile. I fanghi di Bagnoli non possono e non devono arrivare a Piombino.

Sui ritardi denunciati dal Comitato No fanghi di Piombino rispetto alle condizioni previste nell’accordo, firmato a dicembre, per il trasferimento dei rifiuti provenienti dalla colmata di Bagnoli nelle vasche del porto toscano, abbiamo sentito il sindaco Gianni Anselmi. Il primo cittadino di Piombino ha declinato per&ograve; l’invito a rispondere nel merito alle questioni sollevate dal comitato No Fanghi e ha dichiarato che:
&laquo;La progettualit&agrave; sul sin di Piombino, anche per effetto dell’accordo di programma quadro Piombino Bagnoli, &egrave; fra le pi&ugrave; avanzate se non la pi&ugrave; avanzata sull’intero territorio nazionale, con riferimento alle bonifiche, alla pianificazione dell’area industriale e portuale alla progettualit&agrave; delle industrie e alla interlocuzione istituzionale e tecnica con i ministeri coinvolti, la regione Toscana e la provincia di Livorno. Le polemiche tardive sul tema credo che interessino poco ai cittadini che sanno bene che le loro cose sono in mano a persone serie&raquo;. Attendiamo quindi gli eventi futuri.]]></description>
         		 		 <pubDate>gio, 01 mag 2008 20:12:40 +0100</pubDate>      		  </item>
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